Android si crede un supercomputer


Gli smartphone per noi comuni mortali sono dispositivi multimediali, piattaforme per riprendere video e foto, per ascoltare musica, per i giochi, per visitare pagine web e scaricare materiali. Con le varie applicazioni a dispositizione possiamo usarlo per tenerci informati, per raccogliere informazioni sulle attività commerciali, o collegarci ai social network.  Oppure lo utilizziamo come planner, come agenda, o per l’ufficio.

Ah, e ovviamente: come telefono!

In mezzo a tutte queste funzioni interessantissime, affascinanti e divertenti, le reali potenzialità pratiche dei nostri smartphone rischiano di passare in sordina.

Figuriamoci poi le applicazioni nell’ambito della ricerca o degli studi accademici! Sono attività estranee alla vita della maggior parte di noi, e che non esercitano una grande attrattiva, diciamolo…

…tuttavia è proprio in questi ambiti che i nostri cellulari Android possono dare sfoggio delle loro grandi potenzialità.

E un esempio arriva dal MIT, dove hanno creato un app che consente ai dispositivi Android di interfacciarsi con il supercomputer Ranger del Texas Computing Center e, addirittura, di sostituirlo!

La cosa può sembrarci poco interessante, ma per gli studi in ambito matematico e in molte altre branche scientifico a livello accademico è importantissimo disporre della potenza di calcolo di un supercomputer.

E così i ricercatori devono appoggiarsi ad alcuni centri di elaborazione in rete, e ‘appaltare’ i calcoli necessari alle loro attività, controllando i dati in remoto dai loro pc. I supercomputer con elevate potenze di calcolo non sono molti, non è sempre facile accedervi e i costi non sono alla portata di tutti.

Ora però Android potrà essere utilizzato come mezzo di comunicazione con i supercomputer, e non solo: fornendo tutti i dati al supercomputer, questo può produrre un modello di calcolo semplificato che può venir importato su Android.

Grazie a questo modello ,  Android può rielaborare i dati in modo autonomo, giungendo a risultati molto simili a quelli che avrebbe ottenuto il supercomputer.

Insomma, è pur sempre necessario il supporto di un supercomputer, ma grazie a questa app sviluppata al MIT un grossa fetta del lavoro potrà essere lavorata sui dispositivi mobile con notevoli vantaggi e indubbie comodità per i ricercatori. La cosa più incredibile è che gli smartphone Android sono dispositivi dotati di una capacità di calcolo estremamente ridotta: un supercomputer come il Ranger dispone di 62.976 CPU e 123 Terabytes di RAM…persino i nostri migliori computer di casa a confronto sono delle formiche.

Insomma, una volta tanto non parliamo di app divertenti, di giochi o di strumenti multimediali: una app utile e creata per scopi scientifici!

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